La Rari dei ragazzini terribili

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Il filo dei ricordi ci riporta a quando cominciò l’avventura di quella che sarebbe diventata la grande Rari degli Scudetti, con un gruppo di “ragazzini terribili” del quale faceva parte anche l’attuale Team Manager biancorosso: Pietro “Chicco” Sciacero.

Quella di cui siamo stati protagonisti non è stata una semplice vicenda sportiva, ma è stata una pagina quasi eroica nella storia della pallanuoto: un gruppo di ragazzini dai 15 ai 18 anni guidati da un tecnico non ancora trentenne, in una città pallanuotisticamente di secondo piano, hanno portato la Rari con pochi mezzi economici, dalla serie B alla A fino a sfiorare lo scudetto e ad esordire nelle competizioni europee, creando quello che è poi stato definito “il miracolo Rari”.

Come si sa molti sono i padri delle vittorie, ed in questo caso é proprio così : il dott. Selis da cui tutto è iniziato; Mistrangelo che è stato la costante di quaranta anni di Rari e che con determinazione ha perseguito quello che lui già vedeva come obiettivo; un gruppo di ragazzotti forse irripetibile, ragazzi che sono diventati giocatori di livello assoluto, che si sono sottoposti quasi con militaresca abnegazione alle sedute di allenamento (in un periodo anche tre al giorno) che Mistrangelo proponeva. Infine il gruppo dei genitori che hanno supportato la crescita tecnica anche con sforzi economici.

Tutto è iniziato verso la fine del 1972 quando il dott. Giovanni Selis, padre fondatore della Rari, insieme a Claudio organizzò una leva di ragazzi da avviare alla pallanuoto. Molti li aveva ingaggiati lo stesso Selis, convincendo loro o, come nel mio caso, i loro genitori, altri li aveva reclutati Mistrangelo attingendo dai corsi nuoto dei quali era istruttore.

La prima stagione di questo gruppo non fu certo esaltante, ricordo in particolare un torneo in mare a Celle Ligure dove perdemmo entrambe le partite giocate ” tanti a pochi “; io ero il più piccolo del gruppo e quando le squadre avversarie, impietositesi, decidevano di farci segnare il gol delle bandiera lasciavano me a tu per tu con il loro portiere e vi confesso che non sempre riuscivo a realizzare. Nelle altre squadre giocavano ragazzi predestinati e dai nomi già allora altisonanti come Avallone, Baldineti, Crovetto, atleti di squadre blasonate come Nervi, Recco, Camogli , ragazzi contro i quali non molti anni dopo abbiamo giocato alla pari, molte volte vincendo.

Di questo gruppo facevano parte alcuni che arrivarono fino alla serie A come Adriano Zunino, Fabrizio Falco ed io, altri si aggiunsero successivamente ma già dal 1975 il gruppo che conquistò poi la storica promozione era formato : Crapiz, Zunino, Falco Fabrizio, Pisano, Bortoletto, Sciacero piu’ tardi fu aggregato La Cava. Questi giovani si avvalsero dell’ esperienza dell’ unico “vecchio” che giocava nella Rari fin dalla promozione in C: il venticinquenne Fulvio Falco che fu il nostro capitano.

Negli anni molti giovani, qualcuno anche promettente, militarono tra le file della Rari, tra questi mi piace citare Giorgio Guida gran goleador delle categorie giovanili, Ezio Rebagliati dotato di notevole tecnica, e Marco Bragantini ultimo di una dinastia di pallanuotisti.

Gli anni tra il 1974 e il 1979 furono ricchi di successi nelle categorie giovanili dove vincemmo diversi titoli nazionali, intanto Mistrangelo aveva iniziato, da quando nel 1978 diventò allenatore della prima squadra, il progressivo inserimento di noi giovani fino ad ottenere nel 1981 la promozione nella serie maggiore.

La serie A fu il premio ed il frutto non solo dell’ indubitabile talento di Mistrangelo e di molti di noi, del lavoro che Claudio fece per farci crescere tecnicamente e tatticamente, della nostra applicazione, ma anche del fatto che non eravamo solo compagni di squadra, infatti in quel periodo vivevamo praticamente insieme tutta la giornata. D’ estate, quando la piscina del prolungamento era chiusa, ci si allenava ad Albissola nella vasca Aurelia ( Mirage ). Il primo allenamento era alle 8.00 della mattina, l’acqua era riscaldata con il sole (ma il fotovoltaico ancora non esisteva ) per cui era parecchio fredda e quando qualcuno si lamentava della temperatura, Claudio si toglieva l’accappatoio, si tuffafa rigorosamente a “soldatino”, ed esordiva con “…è calda come il ….” uscendo poi però in un picosecondo. Il momento più bello era la fine dell’allenamento, quando uno di noi a turno andava a razziare la panetteria più vicina comprando l’intera produzione di focaccia che veniva poi sbranata sulle gradinate della piscina, dove ci scaldavamo dopo le due ore e mezza di freddo. D’inverno, poiché allora il campionato iniziava in febbraio, la preparazione era molto lunga e consentiva delle sostanziose vacanze di Natale che molte volte abbiamo trascorso insieme. Memorabile fu quando andammo a La Thuile. Sulla strada c’era un famoso ristorante di Courmayeur “La maison de Philippò” che praticava il prezzo fisso mangiando a volontà. Penso che ancora si tramandino la storia di quei due (Bortoletto e Stefano La Cava) che dopo aver mangiato l’immangiabile si misurarono sulle pere cotte. Non ricordo chi vinse, ma sono certo che arrivarono a mangiarne 14 a testa !!

Ovviamente molti furono i sacrifici per ottenere i risultati sperati, lunghissime e durissime sedute di allenamento : in preparazione arrivavamo a 11 allenamenti a settimana, a volte ci si allenava anche di domenica, e si nuotava di domenica !

Non ricordo in quale stagione, nel lungo inverno di preparazione, Claudio decise di provare tre sedute di allenamento in alcuni giorni della settimana. Cosi’ questa era la nostra giornata : ore 06.30 allenamento, ore 08.00 scuola, ore 13.00 allenamento, ore 15.00 pranzo, ore 19.00 ultimo allenamento. Per fortuna non è durato molto, ma la cosa notevole è che mai nessuno ha contestato, e non certo per mancanza di carattere, semplicemente perchè vivevamo di pallanuoto, tutti, anche quelli che ancora adesso negherebbero.

Importantissima fu la stagione 1980 alla fine di quel campionato di B fummo secondi non avendo mai perso, e ci convincemmo che ce la potavamo fare. All’ inizio della preparazione per la stagione successiva Mistrangelo ci radunò nella palestra dell’Itis dove ci allenavamo a secco, per comunicarci che alcune squadre di serie A avevano richiesto Pisano, che già era stato convocato con la nazionale maggiore, Fabrizio Falco e Adriano Zunino. Eravamo ad un bivio. Decidemmo di proseguire tutti insieme. Fu una stagione esaltante, vincemmo tutte le partite tranne una che pareggiammo.

Eravamo in A, finalmente !

Festeggiammo con una partita con i “vecchi ” nella piscina Aurelia, poi con libagioni all’Hotel San Michele di Celle Ligure di proprietà della famiglia Falco, in quell’occasione regalammo a Claudio un fischietto d’argento, e questo la dice lunga su quali erano, allora, i suoi ed i nostri interessi.

Tutte queste persone sono state e sono molto importanti per me e non solo dal punto di vista sportivo, in rigoroso ordine di calottina :

Crapiz : negli ambienti pallanuotistici si dice che i portieri siano pazzi e Paolo è stato senza dubbio il portiere con più talento che sia uscito dal prolifico vivaio della Rari. Con lui ho condiviso le nazionali giovanili, la stanza in trasferta, ma soprattutto le frequentazioni e le bravate extrapallanuoto.

Zunino : il nostro capitano dei primi e poi molti successi nelle categorie giovanili e, dopo l’ abbandono di Fulvio Falco, capitano in serie A. Ha combattuto contro le sue non ottime doti natatorie con una straordinaria forza fisica e un ottimo tiro. Con lui e con Bobo Bragantini ancora adesso trascorriamo le vacanze estive in montagna.

Fulvio Falco : il capitano della promozione e della prima stagione in serie A. Ha giocato in tutte le categorie dalla D alla A. Atleta esemplare per dedizione ed impegno. E’ stato un modello per tutti noi. In partita come lui stesso si è definito : gran ” venditore di cravatte “.

La Cava : arrivato nel gruppo per ultimo ha però partecipato alle vittorie più importanti della Rari : i primi scudetti. Vanta una buona presenza nelle nazionali. Oggi allena nel settore giovanile della Rari.

Bortoletto : il mancino. Come ha scritto nel suo articolo Fulvio Falco, aveva la straordinaria capacità di far incazzare Mistrangelo. Ricordo una volta che Claudio preparando una partita non importante disse che dovevamo giocare non usando le nostre solite tattiche, dovevamo cioè giocare “mascherati”. Ebbene, Pierluigi si presentò alla presentazione sul bordo vasca indossando una maschera di carnevale. Lascio immaginare a voi le reazioni di Claudio.

Fabrizio Falco : indubbiamente il più estroso ed il più istrione di noi, grande nuoto, ottima ” mezza finta ” ma soprattutto una grandissima ” faccia da ….” sportivamente e non. Ci sarebbero innumerevoli anedotti da raccontare perchè lui era quasi sempre l’ispiratore delle nostre goliardate.

Pisano : è stato l’ atleta più rappresentativo di quella Rari, il primo di noi a giocare in nazionale e anche quello con la carriera più luminosa (secondo ai mondiali 1986 etc ). Insieme a La Cava e a me ha fatto dalla promozione in serie A agli scudetti del 1991 e 1992, i primi della storia della Rari. Insieme abbiamo vissuto la cocente delusione della finale di coppa campioni di Trieste. Oggi ha raccolto l’eredità di Mistrangelo e allena la Rari.

Mistrangelo : si dice che le bandiere nello sport non esistano più, ma per la Rari questa affermazione non vale, infatti Claudio vanta quasi 50 anni di militanza, dal 1964 ad oggi. E’ considerato il Ferguson della pallanuoto pur essendo più giovane. Allenatore delle squadre giovanili : innumerevoli i talenti che, anche dopo il nostro gruppo, sono nati e cresciuti nel settore giovanile della Rari che lui allenava o guidava ; allenatore della promozione in A, degli scudetti, delle coppe europee. Oggi impegnato nella rifondazione tecnica della Rari, segue giornalmente con passione i ragazzi che vanno dalla leva 1991 a quella del 2002. E’ stato ed è la vera anima della Rari.

Per molti anni abbiamo fatto tanti chilometri per confrontarci in allenamento con quella che allora consideravamo la ” vera pallanuoto “, e quando, molti anni dopo, sono stato compagno di squadra di alcuni di quelli che allora vivevano come un incubo le partite di allenamento contro di noi, ho saputo che ci avevano soprannominati, quasi con una sorta di rassegnata ammirazione i ” tori di Savona “, per il veemente impegno con il quale affrontavamo dal primo all’ultimo minuto l ‘allenamento stesso.

Per ciò che mi riguarda i giudizi tecnici e personali li lascio ad altri, voglio però testimoniare il mio orgoglio per aver fatto parte di questa impresa sportiva e la fortuna di aver vissuto la Rari da giocatore, da allenatore, da dirigente, ma anche da avversario. Ed è stato proprio in quest’ultima dimensione che ho potuto apprezzare, con orgoglio, la stima ed il rispetto di cui la Rari ha goduto e gode ancora oggi.

Oggi che, grazie a tutti quelli che hanno fatto un pezzetto di questa strada, Savona è sinonimo di pallanuoto.

Pietro “Chicco” Sciacero

(Nella foto in alto la formazione Allievi nel 1978. Sciacero è il primo da destra).

1973: la squadra Esordienti a Celle Ligure. Sciacero è il primo in basso da destra.

1975: Esordienti Campioni d’Italia. Sciacero è il secondo in basso da sinistra.

1976: Esordienti vice Campioni d’Italia. Sciacero è il primo in basso da destra.

La squadra che nel 1982 disputò il primo comapionato di Serie A1. Sciacero è il terzo in basso da sinistra.

La Rari che vinse il primo Scudetto nella stagione 1990/1991. Sciacero è il terzo in basso da sinistra.