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Nel 1966, un anno dopo la mia squalifica a vita come giocatore di pallanuoto, epoca in cui il “Savona” militava in promozione e si allenava presso la piscina dei “Bagni Sport” ad Albissola Marina, venni contattato dai dottori: Giovanni Selis e Luigi Faucci che mi offrirono l’incarico di allenatore.

Tale proposta fu da me accolta con piacere e soddisfazione giacchè fin da giovane ho coltivato due passioni: la pallanuoto e la politica.

Dopo alcuni anni, precisamente nel 1972, venne consegnata alla società la piscina del Prolungamento (sempre di 25 metri ma coperta) che ci consentì di migliorare notevolmente nelle prestazioni grazie alla possibilità di continuare gli allenamenti anche nel periodo invernale.

Nel 1973, dopo che fu annullato il provvedimento di squalifica, potei rivestire il duplice ruolo di allenatore e di giocatore. In quello stesso anno conseguimmo due importanti risultati: vincemmo il Campionato di Promozione e passammo in Serie C.

L’anno successivo concludemmo il Campionato classificandoci primi, a pari merito, con un’altra squadra che riuscì a passare alla categoria superiore per il c.d. “quoziente reti”.

Riuscimmo a conseguire tale risultato l’anno successivo e, quindi, nel 1975, il “Savona” giocò in Serie “B”, quell’anno, però, a causa di impegni lavorativi e politici, si concluse quell’esperienza, esperienza che ha un posto veramente speciale nei miei più cari ricordi.

Luigi Cola

(Nella foto in alto la formazione che nel 1973 conquistò la promozione in Serie C. In alto da sinistra: Giovanni Selis, Fulvio Falco, Roderick Cavallo, Luigi Cola, Andrea Boragno, Bruno Sergi, Nunzio Di Stefano, Bobo Bragantini. Accosciati da sinistra: Otello Bragantini, Massimo Ribelli, Bubu Buscaglia, Mario Caputo, Claudio Mistrangelo, Carlo Carbone).

Ha voluto raccontarsi così, in poche e stringate note. In realtà, l’uomo ha avuto veramente un peso importante nella storia della Rari. Fu un’altra delle invenzioni di Giovanni Selis (e di Luigi Faucci) che lo trasformò in allenatore da giocatore di Serie A squalificato a vita. Per noi giovani virgulti, amatoriali e provvisori, fu il primo contatto con la pallanuoto che contava; per lui probabilmente fu una fatica improba elevare quel gruppo di aspiranti vitelloni al livello di atleti. Ma alla fine, dopo tante minacce di zoccolate e di cancellazione di cartellini e di smoccolamenti, ci riuscì.

Certo non fu trascurabile – come ricorda lui stesso – la costruzione della piscina da 25 metri, ma il suo apporto come giocatore-allenatore (gli era stata tolta la squalifica) fu decisivo. Un altro pianeta. Io lì compresi cosa vuol dire giocatore di livello superiore, lì capii che salto qualitativo vuol dire giocare con giocatori di livello superiore. Alcuni di noi faticarono parecchio a salire di livello, perchè per lui la pallanuoto era fatta ” solo per chi la capisce” e perché per giocarla bisogna essere un po’ “bagasci” che voleva dire svegli, pronti, anticipatori, intuitivi (magari anche ad uno sguardo che dettava un passaggio o accelerava un tempo … ).

Era una pallanuoto situazionale, poco schematica: lui (o Bubu Buscaglia) inventava un momento favorevole, creava il vantaggio e noi altri (ma io godevo della qualifica di “bagascio” ) dovevamo farci trovare pronti a reagire nei tempi giusti.

No fu facile, ma crescemmo tutti in modo esponenziale. E così lui potè raccogliere i frutti di un lavoro lungo di anni conquistando ben due promozioni nel giro di tre anni, dalla D alla C e dalla C alla B.

Poi si dedicò alla politica, anche se continuò a frequentare la pallanuoto in modo amatoriale.

In politica una buona carriera, da sindaco e da assessore regionale.

Forse anche lì bisogna essere un po’ “bagasci”.

Claudio Mistrangelo

Promozione in Serie B 1975. In piedi da sinistra: Angelo Cola, Bruno Sergi, Luigi Cola, Bobo Bragantini, Carlo Salino, Claudio Mistrangelo. Accosciati da sinistra: Stefano La Cava, Pierluigi Bortoletto, Adriano Zunino, Bubu Buscaglia, Fulvio Falco

A.N. Savona Serie D 1968

Luigi Cola oggi