La leva irripetibile

La Rari dei ragazzini terribili
25 Maggio 2012
La Rari ed il portiere che usciva sempre basso
13 Giugno 2012

Continua il viaggio nei ricordi biancorossi. Oggi il Direttore Sportivo della Rari Nantes Savona, Claudio Mistrangelo, ricorda il gruppo di ragazzini che sotto la sua guida seppe raggiungere la vetta della pallanuoto italiana. Una storia che ha molto da insegnare alle nuove generazioni di sportivi.

Tutti insieme. E’ bene ricordarli così. Non perché non fossero personalità di spicco nel gioco come nella vita (non solo le loro carriere sportive, ma anche quelle scolastiche e lavorative lo stanno a dimostrare: chi imprenditore, chi direttore di banca, chi medico, …), ma perché seppero fondere quelle notevoli individualità in un gruppo d’acciaio, vincolandole e sacrificandole ad un’impresa fuori dal comune.

Quel piccolo drappello era, in realtà, figlio di una selezione fortunata: tasso demografico savonese ancora all’11%o e non al 6%o come ora, piscina nuova e unica, frequentata, quindi, da tutti i bambini ed i ragazzini di Savona (scuola nuoto con 800 iscritti !), gruppo di istruttori formidabile (Laura Faucci e Luciano Recagno, poi allenatori dell’Amatori Nuoto Savona; Bubu Buscaglia, Bobo Bragantini, Franco Bruno, il sottoscritto, poi allenatori Rari …). Ne vennero fuori una ventina di giovanotti e ad averne qualcuno di quelli che fecero la vittoriosa trafila giovanile, ma non arrivarono poi alla serie A, oggi ci leccheremmo i baffi (Rebagliati, Marco Bragantini, Otello Bragantini, Stefano La Cava …).

Da quei 20 emersero i 7 – 8 che compirono l’impresa: Fabrizio Falco e Adriano Zunino classe 1960, Pierluigi Bortoletto e Andrea Pisano classe 1961, Paolo Crapiz classe 1962, Luca La Cava, Piertino Sciacero, classe 1963. L’unico “vecchio” era il capitano, il formidabile Fulvio Falco classe 1954. A completare la rosa Pierfrancesco Di Noia classe ’62, Andrea Rolandi classe 1963 e 4 giovanissimi: Flavio Borsarelli, Adriano Petronelli e Fabio Boselli classe 1965 e Francesco Falco classe ’66. Di questi ultimi il solo Borsarelli ebbe fortuna nel decennio successivo, il decennio che ci portò a vincere due scudetti. Ma tutti parteciparono dei sacrifici, anche quelli che non divisero la gloria e soprattutto a quelli va il mio grazie. E non è un caso che dei tanti pezzi da loro scritti, e ben scritti, di prossima pubblicazione quello che ha restituito non solo un momento, un episodio, un frammento di se stesso, ma l’intero quadro e l’anima tutta di quel gruppo identificandone la storia e le personalità in una trasferta di allenamento in pulmino, realtà e metafora di una vicenda intera e dei suoi protagonisti, sia stato Adriano Petronelli, in quegli anni troppe volte quattordicesimo come lui mi ricorda in un rimprovero trattenuto per 30 anni.

Le circostanze favorevoli di quella leva non si limitarono ai numeri della selezione a monte. A favorirle ci fu anche un vuoto a valle. Eravamo in C – B e non in A. La B, allora, era come la A 2 ora, ma senza lo straniero. Ciò consentì a quei ragazzi terribili di maturare senza incontrare subito l’ostacolo insormontabile della prima serie. Così quarti in B nel ’78 a 16/18 anni, poi terzi, poi secondi, poi primi e, infine, in serie A a 19/22 anni. La possibilità e la serenità di aspettare i tempi di maturazione di quel gruppo fu uno dei grandi segreti della piccola Rari di allora: una società che vuole subito i risultati non potrà mai conoscere questi eccezionali processi di crescita.

Questa combinazione di selezione fortunata e programmazione rispettosa non avrebbe, ovviamente, portato a nulla senza il talento di quei ragazzi, senza tanto lavoro, senza tanto sacrificio e senza un’organizzazione di gioco che tale lavoro sfruttava. Senza modestia, non si va molto lontani dalla verità sostenendo che quella squadra incise significativamente sui ritmi e sui carichi di allenamento della pallanuoto italiana. E le tabelle dell’epoca, che più sotto vengono riportate, possono dare riscontro di questa affermazione.

Il più bravo era certamente Andrea Pisano e la sua carriera internazionale lo sta a dimostrare, ma nel sistema di gioco, solo apparentemente semplice e basato su un ritmo infernale, erano Fabrizio Falco con il suo estro, Chicco Sciacero con la sua potenza e, più tardi, Luca La Cava con la sua resistenza le pedine più importanti perché sapevano giocare e pensare pallanuoto a ritmi elevatissimi. Certo furono indispensabili anche l’enorme classe del portiere Paolo Crapiz, per due o tre anni autentico muro difensivo, la potenza le gambe ed i tiri di Adriano Zunino, le invenzioni e, perché no ?, le follie del mancino Pierluigi Bortoletto, l’intelligenza tattica di Fulvio Falco. Ne va dimenticato nel primo anno di Seria A l’apporto del nostro unico acquisto il genovese Roberto del Gaudio, bomber dell’annata e con noi di nuovo approdato alla Nazionale maggiore dopo qualche anno di appannamento.

Quella leva, la leva pallauotistica del ’60, sembrò, e sembra tuttora, irripetibile e tale rimarrà probabilmente finchè ce ne sarà memoria.

Vi furono, in realtà, arruolamenti giovanili in massa nella 1^ Squadra almeno altre due volte. La prima fu nell’89 (Bovo, Paolo Petronelli, Gagliardo, Stefano e Raffaele Di Noia, Musso, Cristiano e Alberto Angelini), ma quella leva fu “nascosta” dall’arrivo nel ’90 di Estiarte e di Ferretti e dal boom della “Rarimania” cui contribuirono in maniera significativa gli stessi Bovo, Petronelli e Alberto Angelini che avrebbero conosciuto anche prestigiosissime carriere in Nazionale (Olimpiadi, Mondiale, Europei …). La seconda leva fortunata fu la leva ’79/’81 che entrò in 1^ Squadra nelle stagioni ’97/’99. Erano i Sargiano, Pastorino, Nicche, Bigatti, Felugo, Federico Mistrangelo che, esordienti a 16 – 18 anni in serie A, portarono una Rari da salvezza al 5° posto. In cinque di quel gruppo furono campioni del mondo juniores nel ’99 con Campagna in Kuwait. Pastorino, Felugo e Mistrangelo divennero anche atleti della Nazionale assoluta. Nel 2011 Pastorino e Felugo hanno conquistato il titolo Mondiale con la Nazionale guidata da Campagna.

Ma l’impresa dei ragazzini terribili fu tale che ancora oggi oscura tutte le altre, perché sommò talento e organizzazione, professionalità e spirito goliardico, maturità e gioventù e, soprattutto, fu protagonista di una salto quantico nella storia della Rari. Un salto quantico realizzato senza soldi, senza piscina, senza tradizione. A quell’impresa mi sono ispirato per il lavoro sul gruppo del Kuwait e ad essa oggi mi ispiro per il lavoro sulle leve ’92 /’97, che dovranno dare nei prossimi anni una grossa mano ad una Rari di nuovo in apnea di risorse.

Dopo l’esilio “dorato” di Luceto, ho trovato un settore giovanile lontano dalle mie convinzioni, figlio di anni di attenzione rivolta solo alla 1^ Squadra e alle esigenze di avere sempre una 1^ Squadra subito pronta, senza attendere i tempi di maturazione e senza concedere gli spazi necessari ad una leva giovanile per crescere. Ho trovato così atleti dall’incerto talento che pensano si possa arrivare senza lavoro, senza sacrificio, senza applicazione, atleti che forse nemmeno si divertono. Ma in qualsiasi fenomeno si nasconde il suo contrario e chi è educato in una famiglia di maleducati è educatissimo. Così qualcuno ha cominciato a reagire positivamente, ad apprezzare il lavoro ed il sacrificio sportivo, a conciliarli con la scuola o con la ragazza. E’ un inizio, è uno spiraglio.

Chi pensava che questi 30 anni di memorie fossero solo un amarcord non ha capito nulla: questi struggenti, allegri, dolci ricordi sono la base ideale, morale, ideologica per affrontare un durissimo futuro.

Claudio Mistrangelo

(Nella foto in alto la formazione giovanile della Rari Nantes Savona nella stagione ’76/’77. In piedi da sinistra: Selis G., Zunino, Bortoletto, Crapiz, Di Noia P., Pisano A., Mistrangelo C., Besio, La Cava S.. In basso da sinistra: Maistrello, Bragantini M., Selis M., Rebagliati, Sciacero, Vazio).

 

1- esempio di una tabella generale di 1 mese della fase di preparazione al campionato 81-82

 

2 – esempio del programma di lavoro individualizzato di 1 mese della preparazione stag. 81-82

 

3 – esempio del programma di lavoro individualizzato di 1 mese della preparazione stag. 81-82

 

4 – esempio del programma di lavoro individualizzato di 1 mese della preparazione stag. 81-82

 

5 – esempio del programma di lavoro individualizzato di 1 mese della preparazione stag. 81-82

 

6 – tabella di preparazione a secco di 1 mese preparazione stag 81 – 82

 

7 – dati statistici relativi alle partite del campionato 81 – 82