Un Messi a Centroboa
Paolo Maldini, commentando la Finale di Champions 09 vinta dal Barcellona, ha identificato la bellezza del calcio nella sua democraticità: anche una pulce come Messi può fare il centravanti in una finalissima perché al calcio van bene piccoli e grandi purché siano buoni, perché è uno sport sì di forza ma anche di tanta tecnica.
Nello stesso periodo uscivano su Waterpoloweb un’intervista a Z. Roje –tecnico del Primorje- e un articolo da Dubrovnik a firma Richard Kuznin che, commentando la pallanuoto vista alla Final Four ’09 di Rijeka, sottolineavano l’importanza di riportare la pallanuoto al movimento.
Z. Roje: “la pallanuoto dovrebbe tendere più al gioco in movimento ed è proprio la ricerca di queste situazioni di movimento che deve essere messa in primo piano, evitando perciò di impostare il gioco esclusivamente sui 2 metri”.
L’apertura del pezzo di R. Kuznin era ancora più decisa: “è arrivato il momento in cui anche lo sport preferito a Dubrovnik è cambiato. Una volta si chiamava pallanuoto, oggi lotta greco romana in acqua. La Final Four di Rijeka ha solo confermato ciò che si sa già da qualche tempo. La pallanuoto non è più uno sport di tecniche e di idee: è uno sport in cui vince il potere e la forza”.
Questi interventi facevano quadro a commenti giornalistici e dichiarazioni dei giocatori contro una pallanuoto –quella attuale- sempre più lotta e sempre meno gioco.
Poco dopo, sul Secolo XIX, appariva un’intervista al CT della Nazionale Italiana Sandro Campagna che ricordava come – a fronte delle tante dichiarazioni contro questa pallanuoto- non una proposta di cambiamento regolamentare verrà presentata al Congresso della FINA che delle regole e dei suoi eventuali cambiamenti è sovrano: “-Ma nessuno lo ha fatto o sembra intenzionato a farlo, in concreto- ribatte Campagna – Questa pallanuoto non piace del tutto neanche a me: la punizione diretta dai 5 metri, per esempio, non mi piace per niente. Ma nessuno ha avanzato proposte di modifiche dei regolamenti: la riunione della FINA che potrebbe stabilire modifiche tecniche si terrà a Roma, ma i tempi per presentare eventuali proposte sono scaduti e nessuna delle oltre 200 federazioni affiliate ha fatto proposte-“.
Poco prima, in maniera assolutamente casuale, sul sito Rari Nantes Savona uscivano i miei appunti sul Centroboa che riportavano una citazione di M. Maioni del 1969: “il sogno di una pallanuoto di movimento fu bello ma di breve durata” perché “…il fatto che molti arbitri interpretavano il regolamento in maniera difforme con valutazione dei falli molto soggettiva e disorientante portò a constatare che tante e tante azioni nuotate non rendevano segnature di reti come avrebbero dovuto stante il gran lavoro che veniva svolto; e molte squadre, pensando che un po’ di gioco vecchio poteva tornare a rivelarsi utile rispolverarono il classico centravanti e lo inserirono di nuovo all’attacco”.
Maioni 1969! E su quel ritorno al “gioco vecchio” del centravanti taciamo.
Insomma, la speranza di una pallanuoto di movimento, di una pallanuoto tecnica, comprensibile e spettacolare sembrerebbe in cortocircuito da più di 40 anni.
E, nel frattempo, anche quelli che aspettavano Godot se ne sono andati.
Ma, ormai intossicato più di altri dall’assoluta autoreferenzialità di questo mondo, tornerò a parlarne.
Claudio Mistrangelo
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